INTRODUZIONE

EMILIO E IL PATTO COL DIAVOLO
in battaglia da cent’anni

1915

Emilio Guadagni, appena rimpatriato da Parigi, dotato di una manualità fuori dal comune, viene coinvolto in una sfida apparentemente impossibile.

Il destino, come pervaso da un’improvvisa compassione, per farsi perdonare delle sofferenze provocate dalla guerra, prova a metterci una pezza e gli si rivolge in prima persona: “Voglio che tu rimedi alle mie malefatte. Io ferisco, violento, ammazzo, strazio i corpi, tu prova a rimediare”.

Sul perché il destino (o il diavolo, chissà), scelga proprio lui non è dato a sapere: forse che Emilio avesse qualche peccato da espiare?!

“Beh, a resuscitare i morti non ci penso neppure; mi risulta che nemmeno qualcuno ben al di sopra di me ci sia mai riuscito! Però rifare gambe e braccia non vedo perché non potrei, già lo faccio con le statue di legno, cosa vuoi che sia!”.

Ma porca miseria Emilio, razza di incosciente, ti rendi conto che dopo cent’anni stiamo ancora combattendo la tua sfida?

È stato come la scheggia di una bomba che invece di portare morte ha acceso una scintilla di positività, facendo nascere l’Ortopedia Guadagni, un’azienda che ha attraversato tutta la storia dell’ortopedia italiana.

All’inizio fu l’estro di mio bisnonno Emilio, poi la perseveranza del nonno Giovanni supportato dalla ferma determinazione della nonna Vanda e dalla preziosa collaborazione della zia Mariola, poi arrivò la volontà dei miei genitori Amelia e Maurizio nel voler a tutti i costi portare avanti l’azienda quando lo zio Giorgio, troppo giovane, ci ha lasciati. Tutto ci ha portati alla metà degli anni ‘80 quando, improvvisamente, io e mio fratello Michele ci convinciamo ad entrare in gioco.

Prima da semplici fattorini, poi sempre più coinvolti e appassionati, prendiamo il diploma di Tecnico ortopedico e seguiamo in prima persona i recapiti di Bergamo Brescia e Cremona. Si vede che era Destino, vero Emilio?

Grazie soprattutto a Michele l’attività si trasforma, all’officina di produzione si affianca a metà anni ‘90 l’attuale negozio, per dare il giusto spazio alle nuove richieste di mercato, ai prodotti sanitari e agli ausili, la mia passione.

Mi manca Michele, anche se ricordo ancora le nostre baruffe da piccolini, e manca da più di dieci anni a tutta l’azienda, dove sua moglie Elisa svolge egregiamente il lavoro amministrativo.

Ringrazio i tanti collaboratori che con grande passione e con un attaccamento e una serietà non comuni, hanno scritto insieme a noi la storia dell’Ortopedia Guadagni.

Anche chi non è parente di sangue da noi lo è di fatto, perché in molti casi i dipendenti sono stati affiancati dai figli che hanno proseguito il loro lavoro.

Questa è la storia di una famiglia e di una professione, nata dall’estro, proseguita con perseveranza e passione, e spero tramandata alle nuove generazioni.

GRAZIE

A Gianni Cancellieri, per aver messo in moto la macchina del tempo che ci ha permesso di ripercorrere velocemente un secolo di questa affascinante storia.

Alla zia Mariola, per avermi sostenuto e guidato nel percorso.

A Graziella, moglie del caro Learco, per la preziosa documentazione.

A Iginia, per il contributo nella ricerca di foto e documenti.

A Geppe Baggio, per suggerimenti e ricordi.

Alla zia Mimì, per l’aiuto nella promozione.

A Sergio Riviera, per l’affetto.

Ai familiari di Cristoforo Zambotti; mi ha commosso sentir loro dire, a distanza di decenni, che le protesi che il nonno Giovanni aveva fatto a Cristoforo, gli permisero un’insperata autonomia.

Marcello Fanti