PARTE 1 – LA FAMIGLIA

Era il 1919 quando Emilio Guadagni, appassionato di macchine volanti, scultore e musicista, apriva a Mantova un piccolo laboratorio di ortopedia per gli invalidi di guerra.
Dapprima in società con il cavalier Lombardi con sede in via Bacchio (futura via Isabella D’Este), dopo pochi anni si mette in proprio con una sede in via Poma.
Non era solo una risposta ai bisogni del tempo: quella che portava il nome Guadagni era la prima bottega a Mantova con questa vocazione. Aveva vissuto a Parigi, con una famiglia di ristoratori e falegnami e si era formato frequentando la scuola Boule di Arti e Mestieri con specializzazione “Scultore Intagliatore”. Poi arriva la Prima Guerra Mondiale e il rimpatrio forzato per quella cittadinanza italiana orgogliosamente difesa. In Italia si rimbocca le maniche e mette in pratica ciò che aveva imparato, dando la prima spinta ad un’attività necessaria e lungimirante. Emilio ha un figlio, Giovanni, classe 1913. Nato a Parigi dove ha vissuto solo un anno, si forma all’Istituto Statale D’Arte diplomandosi nel 1927 con un già chiaro obiettivo: lavorare nell’azienda del padre. Mescolando due generazioni e una buona dose di genetica creatività, fanno crescere insieme l’ortopedia, sia dal punto di vista tecnico che produttivo.
A metà degli anni ’30, nel decennio precedente la Seconda Guerra Mondiale, l’Ortopedia Guadagni è tra le più qualificate in Italia, fornitore esclusivo dell’ONIG (Opera Nazionale Invalidi di Guerra) per le province di Mantova, Bergamo, Brescia e Cremona.
Verso la fine degli anni ‘30 Emilio trasferisce l’attività in via Giulio Romano, ed è il figlio Giovanni a far crescere l’azienda.
Negli anni ’50 la Guadagni contava cinquanta dipendenti fra tecnici ortopedici, calzolai, bustaie, meccanici, falegnami, sellai. Le capacità artigianali permettevano una produzione totalmente in officina, dal progetto al prodotto finito costruito su misura. Nel 1938 Giovanni sposa Vanda e dalla loro unione nascono Roberta, Maria Grazia e Giorgio. Negli stessi anni, mentre perfeziona la sua formazione anche in Francia e in Germania, per rispondere al crescente lavoro e rivoluzionare la tecnica protesica costruisce una nuova sede in viale Gorizia, vicino all’Ospedale Carlo Poma, con abitazione annessa. 
Nel 1962 Roberta Guadagni, figlia di Giovanni, sposa Maurizio Fanti, tecnico pubblicitario. Si trasferiscono a Castiglione delle Stiviere, perché Maurizio lavora alla Wella. Nel 1963 nasce Michele, nel 1964 Marcello. Nel 1968 Maurizio, con tutta la famiglia, va ad abitare a Rovereto per lavorare alla Bini, ditta produttrice di climatizzatori. Tornano a Mantova nel 1970 per un altro trasferimento di Maurizio, che trova impiego alla Belleli. Nel 1971 viene tragicamente a mancare Giorgio e Maurizio convince la moglie Roberta, per tutti Amelia, a prendere in mano l’azienda, anche per supportare Giovanni che aveva ovviamente accusato il duro colpo. Nel 1972 Roberta torna in azienda e nel frattempo Maurizio si diploma in tecniche ortopediche frequentando un corso di tre anni all’Istituto Rizzoli di Bologna. Sono anni cruciali, sia dal punto di vista normativo che politico e socio-economico, in cui la una nuova legge sull’assistenza protesica penalizza la produzione. È in quel momento buio che Maurizio, dotato di tenacia e di importanti capacità organizzative, prende in mano l’attività affiancando Giovanni, dimostrando anche che suocero e genero avrebbero potuto unire due approcci al mestiere diversi ma complementari, utili per affrontare quegli anni di bilanci complicati. L’azienda ridimensiona l’officina e mantiene l’approccio indispensabile del “su misura”.

L’ultima generazione in questi 100 anni di storia che permette all’azienda di scavalcare il traguardo anagrafico e guardare lontano è quella di Michele e Marcello Fanti, figli di Maurizio e Roberta: con loro la storia aziendale segna anche il passaggio più netto tra la progettazione e la costruzione di protesi e tutori verso gli ausili su misura e la vendita al dettaglio, offrendo una fondamentale e costante consulenza. Un adattamento indispensabile che legge il mutamento di richieste e mercato, parallelo all’innovazione applicata a tecnologie e materiali.
Entrambi hanno la fortuna di incrociare la loro strada con quella del nonno Giovanni, guida orgogliosa che ha trasmesso loro consigli e insegnamenti ma anche speciali doti di sensibilità e umana comprensione per le sofferenze dei diversamente abili. Per poter svolgere il mestiere entrambi diventano tecnici ortopedici ad Ancona, studiando in trasferta nei fine settimana. Sono loro a decidere a metà degli anni ’90 il rinnovamento della storica sede, costruendo l’ampio e fornito negozio che oggi è il cuore dell’attività di famiglia. Si dividono senza fatica le aree di competenza, seguendo le loro naturali predisposizioni: Michele da subito è l’imprenditore con visione e approccio gestionale, Marcello è più tecnico, e dopo la diretta esperienza in officina dove ha imparato la costruzione delle protesi e delle calzature su misura si è appassionato sempre più al settore degli ausili, campo dove tutt’ora opera con grande passione e competenza.
Michele viene a mancare nel 2007 lasciando un grande vuoto. Dopo pochi mesi la vedova Elisa entra in azienda per supportare Marcello dal punto di vista amministrativo.
In questo libro c’è la storia di una famiglia, di un mestiere, di una fervida forza di volontà: racchiude il racconto di una piccola parte del sapere di Ortopedia Guadagni, fatto di tecnica e umanità, sperimentazione e passione, tramandate di generazione in generazione, attraverso i decenni.