Piccolo Grande Uomo

Questa è la storia di un Piccolo Uomo: nato e cresciuto in un mondo fatto interamente di sabbia.

Come tutti gli altri uomini era nato lì, ma non ne sapeva bene il motivo. Attraverso di loro, che erano parte di quel mondo da prima di lui, aveva imparato diverse cose. Arrivato ad una certa età aveva compreso che di tutte le cose che aveva imparato, due erano estremamente importanti: si può andare solo avanti (indietro è impossibile tornare) e che c’è un limite. Si può arrivare a vivere fino a un certo punto, perché oltre quel punto nessuno è mai tornato indietro.

Quel punto è considerato da tutti la fine degli uomini nati nel mondo fatto di sabbia. In molti si chiedevano se effettivamente ci fosse qualcosa oltre quel limite. Se lo chiedeva anche il nostro Piccolo Uomo, il quale però aveva imparato che di questo limite forse era meglio non parlare con gli altri. Parlarne metteva a tutti un po’ di paura, scegliere di non pensarci teneva a bada l’ansia che poteva sopraggiungere.
La vita del nostro Piccolo Uomo non era facile.
Nella sua mente vorticavano incessantemente tanti pensieri, decisamente troppi. Rispetto alla maggior parte degli altri uomini era più piccolo e per questo motivo spesso si considerava inferiore, si sentiva più debole e mai “abbastanza”. Aveva spesso paura, paura di sbagliare o di non dire la cosa giusta. Guardava le altre persone e dentro di lui desiderava tanto essere come loro. Perché a suo dire erano più robusti, più decisi, più adatti a vivere.
Oltre a tutto questo, il mondo fatto di sabbia non sempre era un posto accogliente; capitava infatti che ogni tanto ci fossero delle tempeste. Potevano arrivare all’improvviso e il vento era talmente forte che gli uomini non riuscivano a sopravvivere e venivano spazzati via.
Per fortuna non andava sempre così, spesso c’era chi riusciva a farcela. Con qualche danno, ma pur sempre vivi.
Questo non bastava a togliere la grande paura che il Piccolo Uomo aveva delle tempeste. Anche con quelle di lieve entità, per lui era impensabile uscire fuori ad affrontarle e si affannava nel cercare un riparo per evitarle a tutti i costi.
Non si sentiva abbastanza forte per fronteggiare qualcosa di imprevedibile e a causa di questo viveva costantemente nell’ansia e nella preoccupazione.
Le cose per il Piccolo Uomo andarono avanti così per diversi anni, fino a quando inaspettatamente ci fu un cambio di direzione. Il Piccolo Uomo si era stancato di vivere in quel modo, perché “quel modo” con la vita aveva ben poco a che fare e si decise a trovare la fonte di tutta la paura che da molto tempo si portava appresso.
La paura che gli impediva di vivere adeguatamente la sua vita. Per anni si era concentrato solo ed esclusivamente sugli altri senza capire, quindi cominciò a fare una cosa che prima non aveva mai fatto: cominciò a guardare profondamente dentro sé stesso. Capì che c’era un aspetto che era sempre stato lì di fronte ai suoi occhi, ma che la sua mente non era ancora pronta ad accettare.
Il Piccolo Uomo non si era mai reso conto che in realtà ciò che lo costituiva, ciò di cui era fatto: non era nient’altro che sabbia.
La stessa sabbia di cui tutto il loro mondo era fatto. Non c’era persona o cosa che fosse costituita di sabbia. Le tempeste stesse che ogni tanto imperversavano nel loro mondo erano fatte di sabbia. Migliaia di piccolissimi granelli, ma pur sempre di quel materiale. Gli uomini di quel mondo nascevano dalla sabbia e sarebbero tornati a essere sabbia.
Tutto questo rivalutava quella che era definita come la fine degli uomini di quel mondo. Non c’era più da chiedersi dove si andava oltre quel limite perché semplicemente non si andava da nessuna parte, si tornava a essere quello che si era sempre stati. Ancora una volta sabbia, ancora una volta insieme. Insieme a tutto e a tutti in un’unica cosa.

Questa rivelazione cambiò profondamente il Piccolo Uomo che per la prima volta nella sua vita cominciò a sentirsi GRANDE.

Grande perché tutto questo gli dava un immenso coraggio e lo faceva sentire parte di un tutto che allo stesso tempo conteneva e superava anche lui stesso. La paura che albergava in lui non era sparita, era stata ridimensionata e diventava un granello di sabbia: quindi affrontabile. Le preoccupazioni erano calate e una nuova convinzione si era fatta strada nel nostro Piccolo Grande Uomo: di fronte ad una tempesta, lieve o dura che potesse essere, non sarebbe più scappato.

Mattia Mutti